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日志


2月24日

Nasce il Partito Democratico a Frascineto

Novanta iscritti e 66 adesioni. Questi sono i numeri che scandiscono la nascita del  Circolo del Partito Democratico di Frascineto. Dopo essere stato eletto con voto unanime (141 voti su 142 votanti) alla carica di Segretario , il dott. Battista Mario La Rocca ha provveduto a convocare il giorno 8 Febbraio la prima assemblea. L’assise, che ha visto l’intervento del Sindaco di Frascineto Ing. Domenico Braile, il Presidente della Comunità Montana Italo-Arberesh e delegato provinciale del PD, prof. Pietro Armentano e il delegato regionale del PD, Nicola Prioli, si è sviluppata osservando il regolare ordine del giorno con la presentazione del documento programmatico del segretario e la proposta del direttivo all’assemblea. Il neo segretario ha nel merito individuato come priorità del suo mandato, la ricerca del più ampio consenso e l’apertura della società civile tra le principali vocazioni del nuovo partito. Grande entusiasmo è stato espresso da parte degli iscritti e simpatizzanti presenti all’assemblea per i nomi che compongono, nella proposta del segretario, il nuovo direttivo. Un concreto segno di rinnovamento attorno al prestigio e le competenze che segnano il profilo professionale dei rispettivi Maria Antonietta Ricci, Angela Giordano, Rossella Pellicano, Giovanni Spata, Marica Massa, Gennaro Rizzo, Francesco Pugliese, Loredana La Coppola, Nicola Pisarri, Claudia Perrone, Carlo Pellicano e, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale il consigliere Giuseppe Ferrari, pronti ad affrontare insieme al segretario una nuova missione capace di interpretare con obbiettività, attraverso il confronto reale con la società civile e le istituzioni, le esigenze e le urgenze che costituiscono il mutamento sociale del territorio. 

1月28日

Presentato il PSC a Frascineto

E’ stato presentato in questi giorni, presso la sala consiliare del Comune di Frascineto, il nuovo Piano Strutturale Comunale. Presenti, oltre all’amministrazione comunale guidata dal sindaco ing. Domenico Braile, l’equipe di tecnici che si occuperà dello studio, progettazione e messa in opera del Piano. A introdurre il complesso lavoro, già in fase di avvio, il sindaco Braile, il quale ha voluto evidenziare le fasi preliminari che hanno dato vita all’idea progetto. Si è partito -spiega il sindaco- dalla legge 19 del 2002, ponendo l’accento su diversi fattori: tra i primi, lo studio e l’approfondimento del territorio come base principale per evitare gli errori del passato e la scelta di una equipe di tecnici validi e professionalmente audaci nell’intraprendere un percorso non facile ma meritevole di impegno nei confronti di un territorio che nutre una profonda voglia di riscatto. Il centro storico,ad esempio, continua Braile, deve essere ripreso sotto l’aspetto della vivibilità (parcheggi, ampliamento delle strade) e del mantenimento, dove è possibile identificarlo, dell’aspetto storico. Anche le aree extracomunali rientrano nelle prerogative del piano, le quali, ad oggi, soffrono di una inadeguata normativa, come del resto l’area montana, in attesa di interventi capaci di garantire la possibilità ad edificare, in concerto con le istituzioni extracomunali, piccole strutture ricettive, in prospettiva di un nuovo polo turistico. E’ stato invece già intrapreso un percorso riguardante l’area industriale dove il comune  ha  attuato processi di finanziarizzazione a sostegno.

Alla direzione dell’equipe, il noto architetto Serafino Puntillo, protagonista principale dell’estensione urbana di Rende e della sua interpretazione socio-economica. L’architetto Puntillo, durante il dibattito, ha voluto sottolineare l’obbligo del Piano nei confronti della nuova legge urbanistica. Il vecchio piano infatti, riguardava solo l’aspetto funzionale. Indispensabile nel merito, spiega l’architetto, intraprendere un dialogo reale con l’Ente Parco e le altre istituzioni sovraordinate a sostegno di un piano territoriale di coordinamento.

E’ entrato nei dettagli l’agronomo dott. Veneziani, il quale ha posto l’accento sulle aree di intervento identificate dalla normativa vigente. Non solo codici alfanumerici atti a identificare rigidi confini, spiega Veneziani, ma uno strumento valido che disciplina gli interventi nel rispetto del territorio.

A conferma della reale e partecipata azione del comune al piano, la presenza all’interno dell’equipe, dell’ing. Martire, responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, il quale, nel merito del suo intervento, ha sottolineato come il PSC, di norma è una parte reale dello strumento urbanistico. Sarà premura del equipe quindi, spiega Martire, conciliare la normativa e le sue esigenze giuridiche, con il tessuto economico della comunità. Presente alla serata anche il presidente della Comunità Montana Italo-Arbereshe del Pollino prof. Pietro Armentano il quale nel suo intervento ha voluto esprimere profonda ammirazione nei confronti del Piano e della professionalità espressa dall’equipe in questa fase embrionale.  

Frascineto, ha continuato Armentano, come altre comunità del nostro territorio, hanno l’esigenza di poter esprimere le proprie peculiarità culturali e architettoniche, in termini di vivibilità e sviluppo economico. Azioni di questo tipo danno slancio e fiducia nei confronti delle istituzioni e  delle potenzialità rimaste per anni inespresse.

Presenti alla manifestazione gli altri componenti dell’equipe, il dott. Viglianisi, geologo e garante dell’aspetto sicurezza e la giovane architetto dott.ssa Graziani di Frascineto.

 

 

 Carlo Pellicano

1月12日

Linea Verde a Frascineto

Osserviamo ogni giorno la strada che percorriamo per andare al lavoro o a scuola, per fare la spesa o per una normale passeggiata. La consuetudine molte volte distrae il nostro punto di osservazione e continuiamo a vivere ciò che circonda con distacco. Se a questo atteggiamento abitudinario aggiungiamo la presenza di quella sensibile apatia che nei giorni nostri respiriamo, quella delle occasioni mancate, dell’inefficienze, dello sviluppo che non arriva, lo sguardo si abbassa rimandando pensieri più nobili alla primavera, dove il risveglio della natura prova ad allietare le nostre giornate. Esiste però un luogo che non conosce stagioni, una finestra al mondo dove  tutto è in scena ed il bello, nel senso più ampio del termine, risalta in primo piano, intrattenendo milioni di persone. Comunicare, trasmettere, approfondire ma soprattutto risvegliare le identità, tra i principali obiettivi della nostra cara e onnipresente televisione. Mamma Rai poi ci ha abituato bene, polemiche canone a parte, raccontando la nostra Italia tra usi e costumi, gente che cambia o che rimane la stessa, dall’inossidabile Festival della Canzone Italiana ai più insensati reality show. Insomma, di tutto di più!

Può capitare anche che la magia ti arrivi a casa, superando gli schermi e rendendoti protagonista.

Linea Verde, la celebre trasmissione televisiva di Rai Uno che da anni, ogni domenica, mostra le bellezze della nostra Italia tra meravigliosi paesaggi e coloratissime specialità gastronomiche, ha voluto dedicare la puntata che andrà in onda domenica 18 Gennaio alle ore 12,20, al Pollino e alle sue comunità. Frascineto la principale protagonista. Il costume e la vallja, le chiese, la preziosa collezione di icone e paramenti sacri, medaglie e antiche pubblicazioni presenti nel prestigioso Museo dell’Icona e della Tradizione Bizantina, eccellenza della cultura bizantina in Italia, il Museo del Telaio, la cultura e la lingua arbereshe, il vino e i prodotti tipici, gli elementi caratterizzanti. Intensa la partecipazione  della comunità che ha accolto con il sorriso l’importante evento che vedrà protagonista il proprio territorio nella “domenica verde” degli italiani. Magistrale la presentazione del bravo Massino Ossini il quale, accompagnato dalle danze e i canti dei gruppi folclorici locali Arberia e Figli dell’Aquila, ha raccontato con simpatia e semplicità il territorio e le sue principali peculiarità. Nel pomeriggio le riprese sono procedute a Morano Calabro, dove lo staff dell’agriturismo “La locanda del Parco” ha voluto organizzare per l’occasione un vero e proprio percorso del gusto tra coloratissimi piatti della tradizione calabrese. Profonda soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione comunale di Frascineto e dal sindaco Domenico Braile il quale ha voluto sottolineare l’importanza dell’evento come reale consapevolezza da parte dei media nazionali, dell’esistenza di un territorio attivo ma ancora da scoprire, pronto ad offrire rinnovate opportunità di sviluppo.

La troupe della Rai riparte portando con se un tesoro di immagini ricco di sapori e colori, sorrisi e musica pronti ad andare in onda la prossima domenica, provando a risvegliare l’orgoglio di ciò che si è e di ciò che si ha, comunicando la presenza di tracce di armonia nella bronciosa Calabria.

Le nostre passeggiate continueranno aspettando la primavera, ma di certo proveremo a guardare meglio quello che ci circonda, il bello e il brutto che ci rappresenta, molto spesso specchio del nostro vissuto e delle nostre speranze.

 

Carlo Pellicano

 

11月6日

Hazzard

La scuola era finita e la mattina ci alzavamo intorno alle 10. Giusto il tempo di metterci davanti alla tv con la tazzona del nesquik e biscotti galbusera a goderci l'ennesima puntata di Hazzard. Quelli si che erano tempi.
  
11月5日

Thanks Barak!!!

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Buonasera Chicago! Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza. E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.
Noi siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America.
E’ la risposta che ha guidato tutti coloro ai quali per lungo tempo e da molti è stato detto: siate scettici, abbiate dubbio e paura, riguardo a quello potrà succedere! ...e li ha guidati a mettere le proprie mani sul cammino della storia per dirigerlo ancora una volta verso la speranza di un giorno migliore.

10月8日

Dedicato ai migliori

supersantos[1]

Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color.".
Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei
Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più
figo.
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in
una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.

Noi che suonavamo al campanello....anche se l'amico non era in casa e scappavamo via ridendo. 
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.

Noi che masticavamo le Brooklin rosse che non si è mai capito che gusto avessero.

Noi che mangiavamo le "ciclès" per fare i palloni mica perchè lavavano i denti-disinfettavano la bocca-profumavano l'alito-uccidevano batteri.
Noi che abbiamo giocato con gatti e cani randagi che non ci hanno mai
attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci
mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per
tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la
bella della bella..
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a
memoria.
Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre
Domodossola).
Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che giocavamo per ore con le carte.
Noi che "videogioco" voleva dire pac-man
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere
il nastro con la penna.
Noi che c¹era il mangiadischi che schiacciavi il pulsante e il disco saltava
fuori.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga ( Goldrake,
ovvio..)
Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma
formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo. Noi che si andava a messa se no
erano legnate.
Noi che si bigiava a messa. Noi che ci emozionavamo per un bacio su una
guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul
terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al
compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare con il gettone.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola
con l'albero.
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri
compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire
tardissimo.
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre
sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.

Noi che a volte abbiamo fatto anche il bagno nella catinella davanti al camino.

Noi che la nonna quando ci lavava sfregava il sapone.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che la tuta era o rossa o blu con le righe bianche di lato.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.....perchè "NOI" eravamo grandi.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il
terrore.
Noi che a scuola avevamo il diario e ci scrivevamo poesie e versi di
canzoni.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.

Noi che avevamo "Conoscere" nella libreria di casa.
Noi che se facevamo i capricci erano capricci e basta.
Noi che la Barbie era solo una bambola, e non bambola-video-giornalino-
scarpedabambina-vestitidabambina-diario-quaderni-colori-calze-mutande-
coperte-lenzuola.
Noi che i trucchi erano quelli della mamma e non c¹erano i trucchi da
bambina.
Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati
Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".
Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla
mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del
pane che s¹impregnava d'olio.
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella.. fai
merenda con Girella.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio senza casco-
ginocchiere-
paragomiti-parapolsi.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che ³si va a letto dopo Carosello²
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween.

NOI..CHE RUBAVAMO GLI UNIPOSCA IN CARTOLERIA...
NOI..CHE CI SCRICCHIOLAVANO IN BOCCA LE FRIZZY PAZZY...
NOI CHE A NATALE C'ERA SEMPRE IL FILM DI ASTERIX...
NOI...CHE AVEVAMO LA PENNA DA 12 COLORI...LA GOMMA PROFUMATA E LA REPLAY CANCELLABILE....
NOI..CHE IL PESCE CRUDO CI FACEVA SCHIFO E I RISTORANTI CINESI COSTAVANO UN SACCO...
NOI CHE MANGIAVAMO LE GOLEADOR
NOI CHE METTAVAMO I JEANS CON I RISVOLTI SCOZZESI
NOI CHE I PANINARI SI PICCHIAVANO COI METALLARI
NOI CHE TAGLIAVAMO IL TONNO CON UN GRISSINO
NOI CHE GIOCAVAMO IN PIAZZETTA COL TANGO E IL SUPERTELE
NOI CHE A QUELLE CHE CI PIACEVANO GLI SCRIVEVAMO LA LETTERINA
NOI CHE CI SPALMAVAMO LE MANI COL VINAVIL E LO TOGLIEVAMO COME PELLE SECCA
NOI ...CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI.....

6月10日

Un vajtim arbëresh

 

Un vajtim arbëresh

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Il canto come specchio dell’anima, il canto per ritrovare nell’emozione corale le proprie radici. Il canto, ideale depositario dell’identità arbëresh, è protagonista e mezzo di espressione della diaspora albanese in Un vajtim arbëresh, il toccante spettacolo per la regia di Francesco Suriano, prodotto dal Teatro Stabile d’Innovazione della Calabria Centro RAT in collaborazione con Teatri del Sud, che (in un primo allestimento) è stato presentato nell’estate 2007 nei teatri antichi della Calabria per il Magna Grecia Teatro Festival e il 18 e 19 gennaio 2008 è andato in scena in prima nazionale al Teatro Studio di Scandicci.

I sei attori – cantanti in scena hanno interpretato con poesia ed energia una Medea atipica, emozionante e contemporanea, una sorta di percorso iniziatico, che riflette e vanta con fierezza e più di un pizzico di nostalgia la propria identità albanese e bizantina. La lingua arbëreshe, che della lingua albanese attuale è progenitrice, si trasforma in una melodia recitata e cantata che accarezza e seduce lo spettatore, invitandolo a immedesimarsi per un’ora di spettacolo nei valori e nella cultura di un popolo che si stabilì in varie regioni del sud Italia (Calabria, Abruzzo, Basilicata, Sicilia, Molise, Campania e Puglia) tra il XV e il XVIII secolo, integrandosi con i locali, ma mantenendo la sua identità. Oggi che le nuove generazioni comprendono, ma difficilmente parlano l’arbëresh, nasce questo spettacolo che rivendica questa lingua - patria.
I sei attori in scena la riportano in vita nelle sue diverse declinazioni (ogni paese abitato dalla comunità italo - arbëresh ha le sue intonazioni), ripulendola delle inflessioni moderne e dialettali, come fece
Dante per il volgare. In sintonia con la lezione di Girolamo De Rada (Macchia Albanese 1814 – San Demetrio Corone 1903), poeta vate della letteratura albanese.

Il risultato è uno spettacolo senza sottotitoli, in cui la sacralità e la poesia dei cori vjersh colorano di morbida intensità i sentimenti, esprimono con cadenze e tonalità cangianti l’esprit atavica di una popolazione che rivendica la propria storia, il ricordo della sua terra natia (due sacchi di terra caratterizzano con poesia lo spazio scenico). Uno spettacolo di non immediata comprensione (lo scoglio di una recitazione in lingua originale non è semplice da superare), che riesce comunque a colpire al cuore (e a far riflettere) lo spettatore, anche grazie al continuo e fluente contrappunto cantato.

Niente musica: l’idea iniziale di dare spazio agli strumenti originali della tradizione greca, albanese e macedone come gli strumenti a percussione daùli e daìr e gli strumenti a corda buzuki e ciftelìa è stata abbandonata per dare ancora più spessore e capacità evocativa ai canti a cappella dei protagonisti. Alcuni degli attori in scena fanno parte del gruppo Zjarri I Ri, che potremmo tradurre in italiano come Fuoco nuovo, un nome che esprime anche semanticamente la rinnovata volontà di questi musicisti – cantanti – attori di rivendicare le origini culturali. Con gioia e determinazione. Lo dimostra il fervere dei canti (fino a notte tarda) anche dopo lo spettacolo, l’emozione autentica con cui ogni interprete di Un vajtim arbëresh ha calcato la ribalta, il senso di complicità che, alla fine della piece, ha invaso l’immaginario di ogni spettatore che ha avuto la fortuna di assistere al canto libero di questa etnia in bilico fra la diaspora del passato e le sfide del presente, fra la nostalgia dei propri luoghi natii e un’identità culturale in evoluzione.

6月1日

Craj

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CRAJ è continua sorpresa. E’ l’amore e la devozione per gli anziani, è la genialità e la follia di Teresa de Sio e Giovanni Lindo Ferretti che, insieme, dimostrano di tracciare il futuro della musica...”
          www.craj.net 
 
 
5月14日

My South

Foto e immagini raccontano uno spaccato del Sud Italia, dove il sole continua a far maturare i suoi frutti e la musica ad aiutare l'uomo nel suo percorso di vita, sempre fedele a quel buon cuore, artefice di mille emozioni.
 
  
4月1日

Delusione di un Co.Co.Pro

La cosa che più mi delude è il mancato rispetto della parola data. L'uomo, se riflessivo, dovrebbe cercare di comprenderne i motivi, scavare nel pronfondo e, anche se ci si sente un pò traditi, avere il coraggio di stringere ancora la mano alla persona poco corretta e cercare di costruire un rapporto più solido per il futuro. Credo molto in questi valori, anche se alcune volte bisognerebbe metterli in discussione. Un atteggiamento remissivo, se pur giusto e che smorza la nascita di ogni tipo di conflitto, può risultare un arma a doppio taglio. Un vecchio detto sugerirebbe:"prendersi la mano con tutto il braccio". In questo caso, prima di ripartire a vivere con serenità, si dovrebbe far capire che la nostra disponibilità ad accettare la debolezza umana (in quanto tali è un dovere farlo) non giustifica in ogni modo la recidività ad essere scorretti. Come fare? Bhe! L'indifferenza, anche se esclusivamente momentanea e quindi terapeutica per la salute del rapporto, credo sia un giusto atteggiamento da tenere. Ragazzi non parlo di storie d'amore, anche perchè chi mi conosce sa bene della mia riservatezza. E' solo una riflessione, spinta un pò da questo momento così triste per la nostra società, dove tutto viene contradetto e ridiscusso (valori compresi) a discapito del bene comune.

3月22日

Perendeshe Bukuris

  

Questo video lo dedico alla nostra amata terra di Albania. Ho visitato questa terra solo due volte e ogni volta mi è sembrato di ritornare a casa. Fin da bambino ho nutrito un profondo amore per le mie origini storiche preservando con forza quel sogno che ogni volta mi proiettava al di là di quello specchio d'acqua  che mi divideva da una tanta attesa e desiderata realtà. Oggi, giorno delle Vallje a Frascineto, dedico questa Perendeshe Bukurise a tutti coloro che nel profondo del cuore sanno cosa significa essere uniti oltre ogni confine fisico. Siamo Arbereshe! Jemi Gjaku Jone i Sheprishur!!!

3月21日

Arberi Hetemi - 25 Gërshetatë

  

Dedicato a chi ha voglia di sognare ancora...beati voi.

3月19日

Grande sud

   
2月5日

La Fitp riapre i battenti. Successo a lauropoli

articolo jhonny

 

Messaggio del folclorista alla SS. Madonna della Purificazione.

Ogni giorno della nostra vita segna un percorso.

Ogni passo ne definisce quello successivo in una superficie la quale non sempre è agevole il cammino.

Ogni giorno della nostra vita invecchiamo ma stranamente ci arricchiamo.

Saper gioire del giorno nuovo non è da tutti ma di certo è per tutti. Capita molte volte che il cammino di uno ostacoli l’altro lasciando l’umanità ferita soffocare il nostro cuore il quale ne rimane schiacciato dalla morsa del rancore e della rabbia.

Ci attiviamo nella vita a percorrere la nostra strada, i nostri passi bagnati dal pianto e asciugati dal sorriso si muovono lentamente.

Portiamo con noi però un dono. Per questo dono non esistono strade da percorrere o da intralciare ad altri.

Ci ritroviamo senza percepirne il merito  a ricevere ogni giorno della nostra vita una dolce e rincuorante carezza frutto solo di un amore che una madre può offrire al proprio figlio.

Questa luce che portiamo nel cuore ci rafforza, ci rende vivi e ci aiuta ad amare. Amare noi stessi e amare il prossimo, la nostra terra e la sua identità.

Custodirne l’essenza al di fuori di ogni manifestazione esteriore ci rende partecipi ad una sfida che ogni giorno questa luce ci richiama ad affrontare.  

Per la nostra Calabria così tormentata e per noi calabresi, popolo di fede e di speranza, doniamo a Te il nostro amore, la nostra luce, espressione di questo Tuo Dono, Madre Santissima della Purificazione.

Lauropoli, Frascineto, Corigliano Calabro, Acquaformosa, Mongrassano, Castrovillari, Catanzaro, San Marco Argentano, San Marzano di San Giuseppe, oggi ti rinnovano il proprio amore.

Con i loro canti elevano i propri cuori al tuo cospetto affinché una testimonianza di fede solida possa accompagnare la tua mano all’immancabile carezza verso i più deboli.

Oggi davanti al tuo sorriso, riprendiamo il nostro cammino, e se un giorno voltandoci  ritroveremo solo le nostre impronte sulla strada, rincuorati saremo consapevoli di non essere soli ma con Te e tra le tue braccia.

 

A te Madre Santissima della Purificazione la nostra Luce, il nostro Amore. W Maria!!!

Dott. Carlo Pellicano

Presidente Provinciale FITP

Cosenza

 

 Lauropoli, 1 Febbraio 2008

Con questo messaggio Carlo Pellicano, presidente provinciale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, ha accolto nella chiesa SS maria della Purificazione  a Lauropoli  i gruppi folk partecipanti alla terza edizione del Raduno Folclorico Madonna della Candelora.  

Questo il comunicato emesso prima dell'evento dall'ufficio stampa della Fitp:

Venerdì 1 Febbraio, in occasione dei festeggiamenti della Maria Santissima della Purificazione, riapre a Lauropoli la terza edizione del raduno folclorico della provincia di Cosenza. L’evento rientra nel calendario dei festeggiamenti di uno dei più importanti appuntamenti mariani  del nostro territorio, dove, oltre alla tradizionale partecipazione spontanea e spirituale dei cittadini, un attivo comitato festa da anni ne sviluppa una programmazione attenta e sentita. Il raduno del folclore, partito nel 2006, da una idea della pirotecnica Filomena Aloise che ne cura la direzione artistica, rappresenta lo startup dell’annualità folclorica promossa dal coordinamento provinciale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, da sempre partner principale di molti eventi nella provincia di Cosenza. Profonda soddisfazione è stata espressa dal presidente provinciale della Fitp Carlo Pellicano il quale, oltre al sentito ringraziamento a tutte le realtà del territorio che manifestano una sempre efficace collaborazione alle attività del coordinamento provinciale, si augura che anche quest’anno la provincia di Cosenza  possa essere testimone, attraverso i già affermati appuntamenti folclorici e nuove iniziative, di momenti culturali all’insegna della valorizzazione delle identità  e delle loro tradizioni. All’appuntamento del 1 Febbraio a Lauropoli parteciperanno i gruppi Katundi në Zëmbra di San Giuseppe di San Marzano(TA), Città di San Sosti, Dielli di Mongrassano, Sibariti di Lauropoli, Strinari di Calabria di Catanzaro, Santa Maria Assunta di San Marco Argentato, Vicinanzi di Corigliano Calabro, Arbëria-Frasnita di Frascineto, Shkëmbi di Acquaformosa.

 

 

12月20日

Fiera della Cultura e degli Enti Locali

 

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Si è conclusa giovedì 13 Dicembre la prima edizione della Fiera della Cultura e degli Enti Locali promossa dal Gal Pollino Sviluppo e dal Comune di Castrovillari. La splendida cornice del Protoconvento Francescano ha accolto l’interessante calendario degli eventi sviluppatosi in due giorni, dove enti locali e associazioni appartenenti all’area Gal hanno potuto confrontarsi esprimendo tra le migliori eccellenze culturali presenti nel proprio territorio e le progettualità promosse per la tutela e lo sviluppo dello stesso. Al taglio del nastro da parte del sindaco di Castrovillari Franco Blaiotta e dopo la visita alla sala delle arti da parte delle istituzioni presenti, i quali hanno potuto ammirare percorsi editoriali, artigianato locale, percorsi poetici, dell’arte figurativa e teatrale, è seguito un interessante dibattito dal titolo “Bene culturale, bene comune”. Durante il dibattito, amministratori locali e presidenti di varie associazioni si sono confrontati sul tema della promozione culturale del e nel territorio. “Giovani, poesia e territorio” è invece il titolo dello spettacolo messo in scena dall’associazione culturale “Cultura26” dove la poesia e la musica, articolati in un percorso ben strutturato dall’audace prof. Maria Zanoni, hanno dato spazio a momenti di profonda riflessione per il pubblico del Teatro Sybaris. Ha concludere la prima giornata del meeting culturale, gli allievi della scuola di musica Cilea del M° Leonardo Saraceni. Spazio dedicato alla progettualità, il secondo giorno. La mattina, l’associazione Diaframmi di Salvatore Dessì e Armando Garofano ha presentato il progetto “ArteinSalvo”. Il progetto, che nasce dal “riconoscimento della centralità che la memoria storica dovrebbe avere nel processo di crescita della società”, propone, nel rispetto delle realtà urbane del nostro territorio, una vera è propria adozione dei beni architettonici, attraverso lo studio dello stesso, una progettualità abbastanza complessa, l’individuazione e il sostengo da parte delle fondazioni bancarie. Nel pomeriggio, l’ass.re alla Cultura  del Comune di Civita Stefania Emmanuele ha presentato il progetto Pilota “Ecomuseo della Valle del Raganello”. L’iniziativa, che già nell’estate scorsa aveva ricevuto prestigiosi riconoscimenti, ha suscitato enorme interesse tra il pubblico presente e gli operatori culturali intervenuti alla Fiera. L’Ecomueo, ha spiegato la giovane assessore, rappresenta una concreta possibilità di facilitare la permanenza della popolazione nei piccoli centri, di dare nuove prospettive di lavoro e di aprire nuovi ambienti di pregio alla frequentazione turistica, valorizzando aspetti significativi del passato come saperi, sapori, tradizioni, strutture e strumenti del lavoro. Anche l’ultima sera si è conclusa all’insegna dello spettacolo. Due le proposte teatrali messe in scena: “Il Gatto con gli stivali” a cura dell’associazione Chimera e “Redio Ga Ga a Show”, ispirato all’omonima trasmissione radiofonica che infiamma i Venerdì sera del Pollino, a cura dell’accademia di teatro “Allegra ribalta” di Morano Calabro. Un dovuto riconoscimento per la buona riuscita della manifestazione, seppur apprezzata da un modesto pubblico, va dato a tutti i partecipanti, il poeta dialettale Mario De Rosa che ha interpretato le opere del maestro Salvatore Di Luca, il maestro artigiano Pugliese di San Basile e i suoi suggestivi presepi ricavati dal legno e dalla pietra, l’associazione “Allegra Ribalta” di Morano Calabro e il suo allestimento di un museo del teatro con prestigiosi abiti di scena, le pro-loco di Laino Castello e San Lorenzo Bellizzi, gli Sportelli Linguistici di San Basile, Lungro, Frascineto e Civita, per aver saputo interpretare, con partecipazione sentita, lo spirito di promozione del territorio in una idea di rete che unisce le diverse realtà nel sereno confronto delle esperienze e dell’impegno concerto, ispirato a modelli capaci di esprimere i bisogni reali  di chi ne vive i territori. Lo studio e la progettazione dell’evento è stata curata per il Gal Pollino Sviluppo dal dott. Carlo Pellicano.

10月25日

Dushko Vetmo. Presentata l'Opera Letteraria

 

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Presentata l’Opera Letteraria di Papas Solano

Francesco Solano. Un uomo di fede dove la sua spiritualità continua a vivere nel suo percorso di cultore e di religioso. Un curioso, quindi un intelligente. Si, lo si è sempre detto a Frascineto: “Zoti është i urtë” (Zoti è intelligente). Permane la sua figura impressa nei cuori di chi lo ha conosciuto, vissuto e rispettato nella sua riservatezza e nella sua modestia. Delle sue qualità, tangibili da pastore e da uomo di cultura, tutti  hanno potuto trarne un visione solare, affascinante. Il suo impegno è misurabile in ciò che ha lasciato e nei frutti che l’uomo, fino al momento in cui continuerà a conservare la sete di conoscenza e il desiderio di elevare il proprio sapere e la propria spiritualità,  riuscirà a raccogliere con la stessa modestia e saggezza. La sua comunità, a 8 anni della sua scomparsa, ricorda Dushko Vetmo, cosi conosciuto nel campo letterario arbëresh, in occasione della presentazione dell’Opera Letteraria, curata dal prof. Anton Nikë Berisha dell’Università della Calabria e sostenuto dalla Comunità Montana Italo-Arbëshe del Pollino e dal Comune di Frascineto. Presenti, oltre all’autore, il prof. Francesco Altimari che ne  ha curato la presentazione del volume, il sindaco di Frascineto Domenico Braile, il neo-eletto Presidente della C.M Pietro Armentano, Giovanni Bellusci, UNICAL, Blerina Suta dell’Università di Elbasan, Matteo Mandalà dell’Università di Palermo e Visar Zhiti Consigliere Ambasciata d’Albania in Italia. Nel susseguirsi degli interventi, oltre ad emergere l’alto spessore scientifico nel campo della linguistica del Solano, fu lui a fondare nel 1975 la cattedra di lingua e letteratura albanese all’Università della Calabria, sono emerse le sue grandi qualità di scrittore  riverse nella poesia, nella prosa e nel dramma, dove, con forte taglio di creatività e modernità, accosta il mondo reale con la leggenda e il mito e questi con il divino. La sua triplice dimensione, quella identitaria di arbëresh, di letterato e di uomo di fede, viene espressa, come si evince dall’introduzione del Prof. Berisha, nel suo mondo poetico attraverso le modalità del racconto orale, della prosa scritta e di quella biblica.  L’Opera Letteraria quindi non è solo uno strumento didattico e di conoscenza dell’autore, ma un vero capolavoro di letteratura versatile nella sua espressività. Ha coordinato i lavori del convegno, tenutosi sabato 6 Ottobre presso l’Auditorium “A.Croccia” di Frascineto,  l’ass.re alla Cultura Antonio Ferrari. 

 
 

9月26日

Pino Gigliotti e il suo "Permette signora?"...che ricordi!!!

 

Permette Signora?

  

 

 Una chicca della tv locale made in Calabria.
 ...altro che reality!!!!
9月24日

giocaaaaaa

Lemon Smash

Se avete bisogno di dissetarvi cosa c'è di meglio di una bella limonata? E allora raccogliete i vostri squisiti limoni e preparatene una, in questo giochino un po' folle ma divertente..

 

La Comunità Montana riparte dagli Arbëreshë

 

  La Comunità Montana riparte dagli Arbëreshë

Venerdì 14 Settembre, presso la sede della Comunità Montana Italo- Arbëreshe del Pollino, è stato presentato un progetto culturale che mira alla valorizzazione e la promozione del territorio dei comuni di etnia albanese.  L’iniziativa, che si impernia su uno specifico progetto PIT commissionato e realizzato in convenzione con l’Università della Calabria - Dipartimento di Linguistica, si pone l’obbiettivo primario di valorizzare il patrimonio locale (lingua,arte,religione,tradizioni,artigianato) della identità albanofone che fortemente caratterizzano il territorio comunitario. Presenti  all’incontro, il presidente uscente C.M. Luigi Pandolfi, l’ass.re alla cultura prof. Pietro Armentano, il prof. Francesco Altimari, docente di Lingua e Letteratura Albanese Unical, dott.Giovanni Bellusci, ricercatore di Lingua e Letteratura Albanese dell’Unical, Rosario Chimirri del centro Interdipartimentale di Documentazione Demoatropologica dell’Unical, Andrea Ferrone del Dip. Scienze Aziendali dell’Unical e Giuseppe Salerni dirigente della Comunità Montana. Luigi Pandolfi ha espresso piena soddisfazione per l’ufficialità accordata con l’Università, per un progetto sovracomunale che valorizza non solo l’azione stessa, ma rilancia il ruolo della Comunità Montana la quale, dopo le ultime polemiche, si spinge fortemente a far riconoscere il suo impegno istituzionale  in quella “missione fondamentale ed insostituibile” a tutela delle realtà marginali. Trovarsi all’interno dell’area Parco e arricchiti dalla diversità linguistica - spiega Pietro Armentano - ci spinge a realizzare non solo un’opera di riqualificazione dell’area, ma a muoverci verso una operazione di marketing rivolto alla promozione del territorio. Affidandoci alla professionalità ed alle competenze garantite dall’Università della Calabria – continua l’Ass.re Alla Cultura – il progetto si muoverà attorno a tre fasi essenziali: Censimento delle Iniziative, delle Emergenze con la realizzazione di un data base e dell’individuazione di pacchetti turistici. Per il prof.Altimari, l’area del Pollino rimane tra le più vivaci sotto l’aspetto del mantenimento della lingua tra le comunità. È necessario, secondo il docente Unical, mettere a disposizione conoscenze  e metodologie, in un confronto aperto con le altre realtà del territorio, al fine di perseguire, in una operazione di grande rilancio di immagine, effettive linee di arrivo facilmente adoperabili nel tempo. L’integrazione e l’aggiornamento  costante a supporto della efficacia stessa del progetto, secondo il prof. Bellusci, devono essere sempre presenti tra i settori coinvolti e gli step che scandiranno i tempi dell’iniziativa. Il prof. Chimirri, spera in un contributo “felice” dei settori interessati, per il conseguimento degli obbiettivi da perseguire a favore di una azione che stimoli il terriotorio e “accenda la voglia di Calabria”. Conclude  i lavori, precedendo la stipula ufficiale dell’accordo tra l’ente montano e l’Università della Calabria, Pietro Armento, sottolineando che il progetto in questione rientra a pieno tra gli obbiettivi del Piano di Sviluppo Socio-Economico che la Comunità Montana Italo Arbëreshe del Pollino ha sviluppato già da tempo, la quale, con costanza, si prefigge di mantenerne intatte le sue peculiarità strutturali a favore degli obbiettivi prefissati.